Teatro, dialogo e incontro con l’autore per educare a un rapporto sano con i videogiochi
Non siamo contro i videogiochi. Siamo per l’educazione digitale, il dialogo e la consapevolezza.
Con questa idea nasce “Videogiochi: uso consapevole, non abuso”, un progetto educativo pensato per bambini e insegnanti, che unisce teatro, confronto e lettura per aiutare i più piccoli a costruire un rapporto equilibrato con il mondo dei videogiochi.
Perché questo progetto
I videogiochi fanno parte della quotidianità di bambini e ragazzi: possono essere un’occasione di gioco, apprendimento e socialità, ma richiedono anche consapevolezza, tempo e limiti condivisi. L’obiettivo non è demonizzarli, ma aiutare bambini e insegnanti a comprendere come usarli in modo positivo, consapevole e senza eccessi.

Cosa prevede il progetto
Il percorso si articola in tre momenti, pensati per coinvolgere attivamente i bambini attraverso linguaggi diversi.
1. Spettacolo teatrale
Teatro in Movimento porta in scena uno spettacolo teatrale interattivo sul tema dell’uso consapevole dei videogiochi, per introdurre l’argomento in modo coinvolgente e accessibile ai più piccoli.
2. Dibattito-gioco guidato
Un dibattito-gioco guidato dalle psicoterapeute di Psiche Demetra, pensato per riflettere insieme e imparare divertendosi, in un clima di ascolto e confronto.
3. Incontro con l’autore
Un incontro con l’autore Giuseppe Bordi, che include la lettura animata del libro “Mila e il cerchio magico” e un momento di dialogo diretto con i bambini.
Per chi è pensato
Il progetto è rivolto a bambini e insegnanti, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti sia a chi vive l’esperienza dei videogiochi in prima persona, sia a chi accompagna i bambini nella crescita e nell’educazione quotidiana.
Un progetto a più voci
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra realtà con competenze diverse e complementari:
- Psiche Demetra — Associazione ODV, “BenEssere” & Cura
- Teatro in Movimento — compagnia teatrale
- Giuseppe Bordi — autore di “Mila e il cerchio magico”
Un progetto per educare, non per vietare: perché la consapevolezza è la miglior alleata di genitori e insegnanti nel mondo digitale.